Vini e territorio, il racconto del produttore: Nadia Zenato presenta il Lugana

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Trebbiano di Lugana

   di Alessio Turazza

Quest’anno si festeggiano i 50 anni della DOC Lugana, il famoso vino bianco del Garda che oggi vive un momento di grande successo. Parliamo del vitigno trebbiano di Lugana e dei vini della denominazione con Nadia Zenato, che con il fratello Alberto gestisce l’azienda di famiglia, una delle realtà più importanti del territorio.

 

Quali sono le caratteristiche del territorio di Lugana?

L’area di produzione del vino Lugana si trova a sud del lago di Garda, a cavallo delle province di Brescia e Verona. È un territorio d’origine morenica, generato dalla sedimentazione di depositi di varia natura, trasportati verso la pianura dall’azione di un antico ghiacciaio. La zona vicina al lago è pianeggiante e caratterizzata da suoli prevalentemente argillosi, molto ricchi di minerali. Allontanandoci dal lago s’incontrano i primi rilievi collinari, formati da terreni con maggiori percentuali di sabbia e ghiaia. Il clima è dolce, quasi mediterraneo, mitigato dalle brezze dell’ampio bacino del lago di Garda. Condizioni ideali per la viticoltura, che qui ha origini antichissime.

 

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Lugana vineyards. Ph: Zenato winery

 

Quali sono le caratteristiche del vitigno trebbiano di Lugana?

Il trebbiano di Lugana è un vitigno con una maturazione medio-tardiva, che ha dimostrato di essere molto duttile. Il connubio tra vitigno, territorio e clima permette di organizzare la raccolta in tempi diversi e realizzare vini di varie tipologie. Si possono produrre spumanti metodo classico, vini fermi, riserve, vendemmie tardive e passiti. Un’altra particolarità del vitigno è di produrre bianchi molto longevi, con interessanti evoluzioni del bouquet verso aromi terziari complessi ed eleganti. In generale, possiamo dire che i vini della denominazione Lugana sono marcati da bouquet armoniosi e da una caratteristica nota sapida e minerale, tipica del terroir.

 

Come era considerato il Lugana prima dell’introduzione della DOC?

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The producer Nadia Zenato

Fino al secondo dopoguerra, il vino Lugana era considerato un vino comune, un vino da tavola per il consumo quotidiano. Bisogna considerare, che fino agli anni ’50 l’Italia era un Paese ancora povero e sostanzialmente agricolo. A quell’epoca il vino era spesso venduto sfuso, direttamente sul territorio. Solo negli anni successivi è cominciato un cambiamento nel mondo italiano del vino, che ha condotto ad intraprendere la strada della qualità e della riconoscibilità territoriale.

 

Come è cambiata l’identità del vino Lugana dall’introduzione della DOC?

Grazie a questo mutamento di sensibilità e all’impegno di alcuni produttori della zona, è cambiata anche l’immagine del Lugana. Il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata del 1967 è stato il punto d’arrivo di un percorso lungo e faticoso, che ha dovuto supere molte difficoltà. Da quel momento è nata anche la consapevolezza di appartenere a un’area produttiva riconoscibile e di qualità, oltre all’idea di valorizzare il vino come massima espressione di una determinata zona. Il vino è diventato patrimonio del territorio e strumento per farlo conoscere, soprattutto in una regione a vocazione turistica come il lago di Garda.

 

Quando è arrivato il grande successo del Lugana?

Per molti anni il Lugana ha continuato a essere un vino con diffusione prevalentemente limitata all’area di produzione o alle città più vicine. Il grande successo e la notorietà sono arrivati 10/15 anni fa e da allora lo sviluppo è stato costante. Nel 2008 gli ettari vitati a trebbiano di Lugana erano circa 800, mentre oggi siamo a 1873 e si prevede possano aumentare nei prossimi anni, per far fronte alla crescente richiesta del mercato. Nel 2016 sono state prodotte 11.200.000 bottiglie per un fatturato complessivo di 150 milioni di euro. Il 20% del vino viene assorbito dal mercato interno, mentre 80% è esportato. Un successo crescente, che non deve però farci perdere di vista la qualità. Bisogna continuare a lavorare con basse rese, con sempre maggiore attenzione e rispetto nei confronti della natura, tenendo presente anche le problematiche generali di eco-sostenibilità ambientale. Solo l’eccellenza potrà garantirci in futuro il successo sui mercati, che stanno diventando sempre più competitivi rispetto al prezzo.

 

Quali sono i principali mercati esteri?

Oggi l’Europa resta il mercato di riferimento per il Lugana, in particolare la Germania pesa per un 40% sul totale dell’export. Un successo dovuto anche alla presenza di un forte turismo tedesco sul lago di Garda, che nel corso degli anni ha avuto la possibilità di apprezzare il nostro vino. Oltre al nord Europa, anche la Russia è un mercato che sta crescendo anno su anno in modo costante. Fuori dall’Europa gli Stati Uniti sono un mercato sicuramente interessante, grazie a mio padre noi siamo presenti fin dagli anni ’80, ma in generale il Lugana è un vino apprezzato oltre oceano. I mercati asiatici possono rappresentare un’opportunità di crescita, soprattutto in futuro. Ma credo sia fondamentale approcciarli con attenzione, cercando di far conoscere la nostra cultura, le nostre tradizioni e cercando di comprendere il loro mondo coltivando relazioni su basi solide e costruttive con partner locali, senza avere fretta i capitalizzare subito gli investimenti.

 

 

 

 

 

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