Rita Jia (Interwine): essenziali attività mirate cibo e vino e visite nelle zone di produzione

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Rita Jia during a visit in Italy

[Leggi la prima parte dell’intervista a questo link]

Quali azioni devono essere intraprese per aumentare la quota di mercato del vino italiano in Cina?
La cosa più importante è rafforzare gli sforzi promozionali e partecipare maggiormente alle fiere e ai roadshow professionali in Cina continentale.
Il governo italiano potrebbe supportare le aziende investendo le risorse nell’organizzazione di tour nelle cantine, penso sia una buona strategia portare ogni mese gruppi d’importatori nelle cantine italiane.

Pensa sia più efficace per la promozione un grande evento in una grande città o una piccola degustazione mirata?
Per i consumatori la Cina e l’Italia sono due paesi con una ricca cultura gastronomica, penso siano essenziali attività mirate con cibo e vino, che stimolino l’interesse del pubblico; per esempio concentrarsi su abbinamenti vino cinese con cucina italiana o vino italiano con cucina cinese. Per i professionisti, sia importatori sia media e opinion leader, sono utili i viaggi nelle zone di produzione, le degustazioni nelle cantine top, le visite delle zone di produzione.

Secondo lei le ‘cantine boutique’ hanno spazio in Cina?
Negli ultimi dieci anni il canale del vino in Cina ha seguito il modello del baijiu (il distillato di riso cinese), a vantaggio dunque dei grandi marchi. Con lo sviluppo del mercato e dei consumi, con sempre maggiore conoscenza ed educazione, tutti ricercano qualità e diversificazione. Penso che i consumatori cinesi cercheranno sempre più prodotti di nicchia. Nel prossimo decennio le piccole cantine boutique italiane avranno più spazio nel mercato e grande potenziale.

Quale secondo lei è un esempio di ottima promozione?
La regione spagnola di Castilla-La Mancha. Partecipano a anno Interwine dal 2009 e hanno sempre fatto il roadshow con noi. Ci occupiamo anche si selezionare importatori e distributori e organizzare wine tour nella regione. Si fidano di noi e del nostro network e li abbiamo messi in contatto con diversi operatori, con buon ritorno di vendite e visibilità negli ultimi dieci anni. Rappresentano oltre il 50% della quota di produzione e di esportazione della Spagna.
[Castilla-La Mancha ha avviato con Interwine importanti iniziative nel Guangdong, meno nelle altre regioni, ndr]

La partecipazione delle cantine italiane a InterWine è consistente?
L’Italia è stata sempre molto presente fin dalla prima edizione, uno dei paesi più presenti con una delle più grandi aree espositive. Ogni anno abbiamo oltre 100 cantine italiane che partecipano direttamente o indirettamente [rappresentate tramite distributori, ndr]. Anche il consorzio del Chianti ha partecipato diverse volte.
Come fiera locale riusciamo ad attrarre molti importatori ed acquirenti e stabilire con loro un rapporto nel corso di tutto l’anno.