Cresce import nelle città emergenti: a Khorgos è aumentato di 13 volte rispetto allo scorso anno

container_dogana_città_minori
Photo credits: WBO

You can read this in: 简体中文

[Analisi pubblicata il 9 ottobre 2017 su WBO, Wine Business Observation, nostro media partner. Traduzione e parziale riadattamento: WineTimes]

Negli ultimi due anni si sono registrate molte fluttuazioni nei volumi e nel valore dei vini importati in Cina, in diversi casi anche negative. Situazione che però non si è verificata nelle città emergenti, in cui sia il volume che il valore sono sempre andati crescendo.

Il tasso di crescita nelle dogane piccole e medie è infatti molto superiore alla media nazionale. Secondo le statistiche del Dipartimento di ispezione e quarantena della città di Changzhou, nella provincia del Jiangsu, nel 2016 sono state importate 253,9 tonnellate di vino, il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche il valore è aumentato, registrando un +54% rispetto al 2015. Per avere idea della differenza, basta ricordare che nel primo trimestre del 2017 il volume dei vini importati nella Cina continentale è cresciuto solo dell’8,7%, e il valore delle importazioni è diminuito 1,6% rispetto all’anno scorso.

Perché si preferiscono le dogane di piccole e medie dimensioni? In generale i costi sono più bassi rispetto alle grandi città come Shanghai e Xiamen, dove la grande quantità di merce in arrivo congestiona il traffico e rende gli sbarchi meno agili. Nelle città minori, invece, lo sdoganamento è più facile e veloce. Secondo quanto riportato da WBO, molte aziende straniere fanno arrivare i propri vini alla dogana di Rugao (如皋港), nella città di Nantong, che dista solo 100 chilometri da Shanghai. La possibilità di sbarcare in questo dogana più piccola rende efficienti le operazioni e abbassa i costi di immagazzinamento. Il costo del personale, inoltre, è molto più basso rispetto ai porti grandi.

Il mercato nell’entroterra, quindi, sta maturando e inizia a nutrire anche gli importatori interni. Nel 2016 il volume dell’import dei vini in bottiglia è cresciuto del 33.68% e del 32.43% in valore nella città di Chongqing. In generale, in città di questo tipo, si può stimare un +10% rispetto alla media nazionale. Questo fenomeno si traduce in un cambiamento culturale: i consumatori che vivono in zone del centro ovest, in cui le aziende di vini stranieri sono tradizionalmente meno presenti, hanno sempre più accesso a un numero maggiore di vini. Questo è reso possibile proprio dallo sbarco in località considerate periferiche: città molto costose da raggiungere diventano accessibili, oltre a risparmiare sui costi di logistica nell’arrivo dei vini.

Custom_Khorgas
Photo Credits: Recon Asia

C’è anche un altro aspetto per cui è interessante tenere d’occhio la crescita delle dogane di città di piccole e medie dimensioni. Per quanto riguarda i vini georgiani, infatti, la vicinanza geografica di dogane come quella di Khorgos, nello Xinjiang, ha fatto crescere in maniera consistente l’import. Secondo quanto riportato dalla stampa locale dello Xinjiang, dalla prima importazione di vini georgiani del 2015, il volume aumenta sempre di anno in anno.

A gennaio e febbraio 2017, il volume di importazione è stato di 3756 tonnellate e il valore di 5,15 milioni RMB, 13 volte in più rispetto allo scorso anno. Servono solo 13-15 giorni di viaggio in auto dalla Georgia a Khorgos: il trasporto via terra è più veloce rispetto a quello marittimo. Fino a pochi anni fa la dogana di Khorgos veniva usata principalmente per il mercato locale dello Xinjiang, ma proprio a causa della crescita di questo mercato e dell’aumento della sua stabilità, sempre più vini georgiani da Khorgos iniziano ad arrivare in terraferma, nelle zone di Shanghai, Jiangsu e Zhejiang.

You can read this in: 简体中文