Quali sono i vini italiani da bere per affrontare al meglio l’inverno?

Nella notte del giorno del ringraziamento a Shanghai fa abbastanza freddo, tanto da ricordarmi che l’inverno è ormai alle porte. La sensazione più comune associata all’inverno è quella del freddo, quindi viene naturale pensare a vini caldi, alcolici e dolci. Come nell’opera più famosa di Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni, anche nel consumo di vino può esistere infatti una sorta di stagionalità. Permettetemi di condividere le mie sensazioni con voi lettori.

L’Amarone della Valpolicella è tra i primi vini che compaiono nell’“ABC” del vino italiano. Questo vino viene ottenuto da uve appassite, ed è facile che l’alcol superi spesso il 15%. L’Amarone è ricco di glicerina, è un vino dolce e ricco: ne basta qualche sorso per sentirsi subito riscaldati. Se siamo abituati ai vini del Nuovo Mondo, al gusto dolce o al Baijiu che di solito ha un tenore alcolico di più del 40%, l’Amarone è sicuramente un ottimo prodotto per avvicinarsi al mondo del vino italiano.

Purtroppo, a causa della rapida diffusione di questo vino negli ultimi 10 anni, alcuni produttori hanno cominciato a coltivare le vigne in zona non idonee e poi a vendere i vini ottenuti da queste lavorazioni a prezzi bassi. Diventa quindi molto importante scegliere la cantina giusta. Per iniziare, consiglio gli Amarone base di Sartori e di Bolla, mentre per qualcosa di più impegnativo, si possono provare i vini realizzati da un gruppo di produttori raccolti sotto al nome di Amarone Families. Si tratta di famiglie che possono vantare una lunga storia nella produzione di questa tipologia. Tra tutti, Giuseppe Quintarelli e Romano Dal Forno rappresentano rispettivamente l’apice della vecchia scuola e quello del nuovo stile, e i loro vini si situano nella top 10 dei vini più costosi tra quelli italiani. E ancora: l’Amarone Riserva di Zyme, prodotto dal genero di Quintarelli e l‘Amarone della Valpolicella Vigneto Alto TB di Tommaso Bussola. Se si vuole conoscere il gusto di un Amarone più tradizionale, infine, si può scegliere di assaggiare quello di Bertani. L’azienda ha cominciato a fare i vini dal 1857, e le etichette dei vini sono rimaste sempre le stesse. I loro vini, quando sono giovani, di solito non sono così dolci e ricchi come altri Amarone, ma hanno un grande potenziale d’invecchiamento che li rende molto eleganti con il tempo.

In ogni caso, l’Amarone non è un vino economico. Se si vogliono provare alternative con alto volume di alcool, dolcezza e ricchezza, unite a un buon rapporto qualità prezzo, si può assaggiare il Primitivo, un vino che arriva dalla Puglia, simile allo Zinfandel americano. Questo tipo di uva può arrivare ad alti livelli zuccherini sia in California sia in Puglia. Se la vendemmia è tardiva, si possono ottenere vini con il 18% di alcool. Sul mercato si trovano in genere ottimi prodotti, dobbiamo però fare attenzione che l’alcol superi il 14.5% se desideriamo bere un vino corposo e invernale.

Anche tra i vini dolci ci sono diverse alternative. Quando d’inverno mangiamo zuppe calde, un ottimo vino di accompagnamento è il moscato, dolce e frizzante; quando invece ci vogliamo rilassare prima di andare a dormire possiamo scegliere un bicchiere di vino ottenuto da vendemmie tardive. Ricordiamo la sigla “M&M”, cioè moscato e malvasia. Entrambi i vitigni sono adatti a per produrre vino passito. Se leggiamo in etichetta le dicitura “passito”, “Pantelleria” e “Noto”, e se il volume alcolico è più alto del 10%, allora siamo sulla buona strada.

In Toscana, un vino dalla lunga storia è il Vin Santo. Si tratta di un passito che deve fare un invecchiamento nel legno di minimo 3 anni. Sul mercato si trovano anche prodotti più invecchiati, che possono arrivare fino a 10 anni. In teoria, esiste anche una tipologia secca di Vin Santo, ma la produzione è molto ridotta ed è quasi impossibile trovarlo in Cina. Alcune cantine che producono Vin Santo ricercano nei propri vini la dolcezza della frutta fresca, come la cantina Castello di Ama, tuttavia la maggior parte del Vin Santo che si trova in commercio ha come caratteristiche principali una bella dolcezza abbinata all’ossidazione, un po’ come succede nello sherry spagnolo o nel vino di riso (Huangjiu) del Sud della Cina.

Il top in questa tipologia e sicuramente è il vino di Avignonesi che fa un invecchiamento nel legno di 8-10 anni. Sia per quanto riguarda il Vin Santo semplice, ottenuto da uve bianche, che il Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice, realizzato con uve sangiovese, quando ho assaggiato grandi annate ho capito come un vino possa toccare il cuore.

Da segnalare, ancora dalla Valpolicella, il Recioto di Quintarelli, e il Passito Rosso Vigna Seré di Dal Forno. Il primo ha la caratteristica di essere un vino dolce e ricco, ma anche leggero e facile da bere; l’altro ha un’alta concentrazione, e basta un piccolo sorso per lasciare una sensazione sul palato che durerà per diverso tempo.

L’inverno è appena iniziato: ci sono un sacco di vino italiano, in ogni fascia di prezzo e adatto a questa stagione che vale la pena provare.

 

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Laohu

夏昊, Xia Hao – meglio conosciuto come 老虎, LaoHu, ‘tigre’ – è un appassionato di vino e riferimento del vino italiano nel circolo di wine lovers soprattutto di Shanghai.