Soave Versus 2017, tutte le sfumature del Soave

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Photo Credits : Cantina di Soave

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   di Alessio Turazza

Si è chiusa con un successo di pubblico la diciottesima edizione di Soave Versus. Oltre 4.000 i visitatori che dal 2 al 4 settembre hanno visitato gli stand dei produttori allo storico Palazzo della Gran Guardia, nel pieno centro di Verona. Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di enogastronomia per degustare più di 200 vini di 54 cantine e assaggiare una selezione di prodotti tipici del territorio. Un’occasione per WineTimes per presentare meglio questa denominazione, che da alcuni anni ha intrapreso un percorso d’eccellenza, in linea con la storia e la tradizione del territorio.

La zona di Soave si trova a est di Verona e si estende su un’area collinare di circa 12.000 ettari, di cui 7.000 coltivati a vigneto. I suoli sono in prevalenza d’antica origine vulcanica, con presenza di basalti e tufi, ma non mancano importanti affioramenti di calcare. Un terroir da sempre vocato alla coltivazione della vite, che in questa regione può vantare origini antichissime, addirittura precedenti all’epoca della colonizzazione romana. I vitigni coltivati a Soave sono la garganega e in misura minore il trebbiano di Soave, entrambi presenti da secoli nel territorio. I vini esprimono grande personalità e carattere, con note sapide e minerali caratteristiche del terroir vulcanico. Sono tra i bianchi più longevi d’Italia e con il passare degli anni evolvono verso affascinanti sentori terziari di pietra focaia, resina e idrocarburo. La produzione annua si attesta su circa 50 milioni di bottiglie, con una percentuale di export che supera l’80%. I principali mercati esteri sono rappresentati da Germania (30%), UK (24%), altri Paesi europei (10%), USA (6%), altri Paesi extraeuropei (14%).

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Soave Versus 2017

Soave in corsa per il GIAHS

Soave Versus è stata anche l’occasione per ricordare che le Colline Vitate del Soave, già riconosciute come Primo paesaggio rurale di interesse storico d’Italia, concorrono per fare il loro ingresso nel GIAHS -Globally important agricutural heritage system- il programma avviato dalla FAO nel 2002 e sottoscritto dall’Italia nel 2016. Il progetto ha l’obiettivo di preservare i paesaggi di particolare interesse estetico e storico-culturale, appartenenti al patrimonio agricolo mondiale, abbinati alla produzione di cibo, a pratiche agricole tradizionali e alla biodiversità. Il programma GIAHS si propone anche di promuovere uno sviluppo sostenibile delle aree interessate, facendo del paesaggio tradizionale un motore dello sviluppo rurale. Sarebbe un riconoscimento importante per l’area di Soave, a conferma del percorso intrapreso da anni nel segno della sostenibilità ambientale, della tutela e valorizzazione del paesaggio vitato.

Soave e le sue cantine

Per approfondire la conoscenza del territorio e dei vini di Soave, abbiamo selezionato 10 cantine tra le più rappresentative della Denominazione. Una scelta certamente difficile, che non ha la pretesa d’essere esaustiva ma solo di presentare un piccolo spaccato della variegata realtà di Soave, che tenga conto sia di grandi aziende, che di piccoli produttori, di Cru con differenti caratteristiche pedoclimatiche e di vini realizzati con diversi stili di vinificazione e affinamento. Un panorama sfaccettato, che offre molte e diverse interpretazioni di Soave, tutte di alto livello qualitativo.

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Photo Credits : Cantina di Soave

 

Le Battistelle, la viticoltura eroica

Le Battistelle è una piccola azienda a carattere familiare, che ha sede a Brognoligo, nell’area nord-est della zona classica, sopra Monteforte d’Alpone. Il Cru Brognoligo è uno splendido anfiteatro naturale caratterizzato da forti pendenze, che rendono particolarmente difficili le lavorazioni in vigna. I terreni sono di natura argillo-limosa, ricchi di rocce basaltiche. La tenuta si estende su 9 ettari divisi in un mosaico di piccoli appezzamenti, tra cui spicca il vigneto situato sui suoli vulcanici del Cru Castellaro. Tra i vini ricordiamo il Soave Classico DOC Roccolo del Durlo, che nasce da vigne centenarie coltivate sui basalti di un vigneto terrazzato e il Soave Classico DOC Le Battistelle, frutto di un vigneto estremo, coltivato in forte pendenza, che dona un vino intenso, armonioso e longevo.

 

Cantina di Soave, un’istituzione per il territorio

La Cantina di Soave è la realtà più grande del territorio. Fondata nel lontano 1898, ancora oggi riveste un ruolo da protagonista nel panorama della denominazione. Raccoglie ben 2.200 soci e oltre che a Soave, ha tenute in Valpolicella e nell’area dei Monti Lessini. Gestisce il 48% dei vigneti dell’area di produzione del Soave DOC e il 43 % dei vigneti dell’area storica di produzione del Soave Classico. Grazie a un attento sistema di scelta delle uve, la Cantina di Soave è in grado di soddisfare un mercato sempre più esigente e attento alla qualità. La linea Rocca Sveva rappresenta la punta di diamante dell’azienda. In particolare il Soave Classico Superiore Castelcerino DOCG è realizzato con una rigorosa selezione di uve, provenienti solo da un piccolo gruppo di soci conferitori. Le vigne si trovano nel famoso Cru di Castelcerino a un’altitudine compresa tra i 110 e i 380 metri, su suoli caratterizzati da calcare e basalti. Il vino ha un profilo floreale e fruttato con sorso ricco e succoso, piacevolmente sapido e minerale.

 

Coffele, l’eccellenza di Castelcerino

L’azienda agricola Coffele ha sede nel pieno centro storico dell’antico borgo di Soave. Le sue origini risalgono alla metà dell’Ottocento, quando la famiglia Visco vinificava già le proprie uve. Oggi gestisce circa 25 ettari, la maggior parte situati nel prestigioso Cru di Castelcerino. La tenuta Coffele è tra le più alte della Denominazione. I vigneti sono coltivati fino a 400 metri sul livello del mare, con esposizioni sud, sud-ovest. La zona più a sud è caratterizzata da terreni calcarei, che donano ai vini maggior finezza, acidità e longevità, mentre la parte nord ha suoli basaltici, che conferiscono ai vini maggiore complessità e struttura. Tutti i terreni sono gestiti in regime di agricoltura biologica certificata e l’attenzione e il rispetto dell’ambiente si notano anche nella conservazione di un’area boschiva a ridosso dei vigneti, per favorire la biodiversità e mitigare le temperature estive. Tra i vini ricordiamo l’ottimo Soave Classico DOC Castelcerino, il Soave Classico DOC Ca’ Visco, più ricco e complesso e il Soave Classico DOC Alzari, affinato in botti di rovere.

 

Filippi, il rispetto del tempo

La Cantina Filippi coltiva 16 ettari nei cru di Castelcerino, Vigne della Brà e Monteseroni con vigneti che salgono fino a 400 metri di altitudine. Ogni cru è caratterizzato da suoli diversi che influenzano il profilo dei vini: Castelcerino ha suoli prevalentemente basaltici d’origine vulcanica, Monteseroni ha terreni calcarei e Vigne della Brà è un mix di rocce basaltiche e calcaree. Le vigne di garganega e trebbiano di Soave hanno oltre 60 anni d’età e costituiscono un patrimonio di grande valore. La coltivazione a pergola veronese è gestita in regime d’agricoltura biologica, assecondando i ritmi delle piante. La vinificazione avviene senza alcuna forzatura, nel rispetto dei tempi naturali di maturazione dei singoli vini, che vengono poi imbottigliati senza filtrazione. I vini di Filippi si distinguono per una decisa personalità. I lunghi affinamenti sui lieviti donano un’intensità, una struttura e una persistenza aromatica del tutto particolari. Tra i suoi vini ricordiamo il Soave Colli Scaligeri DOC Castelcerino, il Soave Colli Scaligeri DOC Vigne della Brà e il Verona Garganega IGT Monteseroni, gli ultimi due prodotti con uve di vigne di oltre 70 anni e con una maturazione sui lieviti di almeno 8 mesi. Infine il Verona IGT Turbiana, trebbiano di Soave in purezza, nasce da una vigna frutto di una selezione massale di vecchie viti e dimostra un carattere verticale, fresco e sapido.

 

Gini, la memoria del territorio

La famiglia Gini coltiva vigneti a Monteforte d’Alpone dal 1600. Una storia antica che si è tramandata attraverso i secoli fino ai giorni nostri. Oggi l’azienda è gestita da Sandro e Claudio Gini, che proseguono il cammino nel solco della tradizione. La tenuta si estende su circa 50 ettari e i vigneti di Monteforte si trovano in una splendida zona collinare. Si tratta di vecchie vigne conservate con grande cura, che oggi costituiscono una vera memoria storica dell’area di Soave. I vigneti si trovano in alcuni dei Cru più importanti di Monteforte. La zona di Froscà ha suoli abbastanza profondi, ricchi di rocce basaltiche, mentre la Contrada Salvarenza è caratterizzata dalla presenza di tufi e da affioramenti di calcare. Circa un terzo dei vigneti sono a “piede franco”, con piante ultracentenarie sopravvissute alla fillossera, che producono poche uve ma di altissima qualità. I vini di Gini sono tra le migliori eccellenze della Denominazione e dimostrano una capacità di evoluzione e una longevità straordinarie. Due le etichette indimenticabili: il Soave Classico DOC Froscà, sapido, elegante e raffinato e il Soave Classico DOC Contrada Salvarenza Vecchie Vigne, un bianco complesso, profondo e persistente. L’azienda ha recentemente ottenuto la certificazione biologica.

 

I Sfefanini, tradizione e innovazione

L’azienda agricola I Stefanini è una realtà nuova nel panorama vitivinicolo di Soave. E’ stata fondata nel 2003 e gestisce circa 15 ettari di vigneti. Tuttavia la famiglia Tessari già nell’800 si dedicava all’agricoltura e alla viticoltura nella vallata d’Alpone. L’accurato lavoro in vigna, la selezione attenta delle uve e una cura quasi maniacale dei processi di vinificazione, ha consentito in breve tempo all’Azienda di affermarsi come una delle realtà di dinamiche e interessanti del territorio. I vini più prestigiosi de “I Stefanini” nascono nella zona collinare del Monte Tenda, nel Cru Costalunga di Monteforte d’Alpone. Il Soave Superiore DOCG Monte di Fice è prodotto con le uve delle vigne coltivate nella zona più alta della tenuta a circa 150 metri sul livello del mare, su un terreno vulcanico nero di basalti e tufo, mentre il Soave DOC Monte de Toni nasce in una zona più bassa caratterizzata da terre rosse ricche di ossidi di ferro. Due eccellenze da non perdere.

 

Pieropan, un nome storico di Soave

La sede storica della Cantina Pieropan si trova nel cuore del borgo medioevale di Soave. La sua fondazione risale al 1880 e oggi la quarta generazione continua la tradizione di famiglia nel segno dell’eccellenza. Pieropan è una delle firme più prestigiose della Denominazione e coltiva vigneti nell’area collinare Classica del Soave. Tra i Cru più famosi ricordiamo Calvarino, che prende il nome da “piccolo calvario” per la difficoltà delle lavorazioni in vigna. Qui Pieropan coltiva da più di un secolo un vigneto terrazzato, su terreni d’origine vulcanica ricchi i tufi e basalti. Altro vigneto importante è La Rocca, che si trova su antichi suoli di matrice calcarea, vicino al Castello Scaligero di Soave. Tra le etichette ricordiamo Il Soave Classico DOC Calvarino, elegante fresco, sapido e minerale e il Soave Classico DOC La Rocca, affinato in legno per un anno. Un vino dal bouquet, maturo, ricco e complesso.

 

Graziano Prà, l’artigiano del vino

Graziano Prà rappresenta il volto artigianale di Soave. Un vigneron che ha conservato intatto l’amore per la terra e il rispetto per la natura. La tenuta si trova a Monteforte d‘Alpone, nella zona Classica del Soave e si estende su circa 20 ettari, divisi in varie parcelle situate in famosi Cru: Foscarino, Froscà e Montegrande. La conduzione dei vigneti è da sempre in regine d’agricoltura Biologica, con una particolare attenzione all’ambiente circostante. I vini si distinguono per eleganza, purezza espressiva e per un’intensità gustativa che richiama le caratteristiche note sapide e minerali del terroir. Tra le etichette prodotte segnaliamo il Soave Classico DOC Montegrande, fresco e armonioso e il Soave Classico DOC Staforte, più strutturato e complesso.

 

Suavia, il Soave al femminile

La Cantina Suavia si trova a Fittà, un bellissimo Cru con terre nere vulcaniche e rocce basaltiche. I vigneti sono coltivati su forti pendenze, che raggiungono anche il 30% verso la sommità del colle, a un’altitudine di oltre 300 metri sul livello del mare. La famiglia Tessari gestisce queste splendide vigne fin dall’800, ma solo all’inizio degli anni ’80 Giovanni e la moglie Rosetta hanno cominciato a imbottigliare e commercializzare in proprio. Oggi sono le figlie che portano avanti con grande competenza e passione un’azienda tutta al femminile. Assolutamente da provare il Soave Classico DOC Monte Carbonare, fresco, sapido e essenziale nella sua tipicità vulcanica e la Garganega IGT Le Rive, un vino morbido e suadente, che nasce da una vendemmia tardiva e un affinamento parte in acciaio e parte in legno. Molto interessante il Bianco IGT Massifitti, una delle migliori etichette di trebbiano di Soave in purezza.

 

Agostino Vicentini, passione e qualità

La tenuta di Agostino Vicentini si trova a nord di Colognola ai Colli, nella zona più a ovest dell’area di Soave. Si tratta di un territorio caratterizzato da suoli di medio impasto, con presenza di calcare e rocce vulcaniche. Agostino gestisce con passione e cura i 14 ettari di vigne di famiglia. Consapevole che gli ottimi vini nascono solo da una materia prima d’eccellenza, lavora per ottenere sempre uve di altissima qualità. Grazie al suo impegno e alla sua competenza, i vini hanno raggiunto in pochi anni i vertici espressivi della Denominazione. Su tutti il Soave Superiore DOCG Il Casale, un vino elegante, floreale, raffinato e armonioso, con una nitida vena sapida e minerale.

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Photo Credits : Cantina di Soave

 

 

 

 

 

 

 

 

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